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Durante la pandemia, tutti hanno la possibilità attivare 6 mesi di Microsoft Teams a costo zero in versione premium, ovvero con tutte le funzionalità più evolute tra cui lo storage cloud e la possibilità di organizzare meeting online con un massimo 10.000 partecipanti.
Microsoft ha anche aggiornato il piano gratuito di Teams, eliminando le restrizioni sul numero di utenti che possono entrare a far parte di un team e aprendo a tutti le funzionalità di videoconferenza. Questa versione supporta fino a 300 membri, con accesso ospite, chiamate video e audio one-to-one e di gruppo, file condivisi (2 GB per utente e 10 GB per squadra), condivisione dello schermo e colorazione dei documenti tramite le app di Office.
Teams, successore di Skype for Business è di fatto una funzionalità di Office 365 e chiunque può iscriversi alla versione gratuita utilizzando un account Microsoft. Un software affidabile e di qualità.
Webex è la piattaforma professionale di Cisco utile per organizzare riunioni, eventi, webinar e corsi formativi. Molto diffusa nelle aziende, anche di grandi dimensioni, si adatta bene alla presenza di numerosi partecipanti, e ingloba diversi applicativi che la rendono uno dei migliori sistemi di videoconferenza sul mercato.
Tra le molte funzioni disponibili su Webex, ci sono i video di alta qualità e la utilissima commutazione video a voce, opzione che consente di mettere in evidenza la persona che parla durante la videoconferenza. Disponibile poi Meeting audio, funzione utile per riunioni e durante la formazione a distanza, che permette di condividere una presentazione con audio attivo. Webex per l’emergenza Coronavirus, ha messo a disposizione la sua tecnologia per la didattica a distanza per il sistema scolastico italiano. Disponibile anche app iOS e Android.
Zoom è un’altra tra le più diffuse piattaforme web per meeting, webinar e collaborazione da remoto. È una piattaforma estremamente versatile, capace di adattarsi alle esigenze più disparate. Consente la condivisione dello schermo di qualunque dispositivo, mettendo a disposizione una suite di strumenti collaborativi, utili nel caso di riunioni di lavoro a distanza per le quali è richiesta la condivisione di idee e contributi.
A differenza di altre piattaforme, Zoom non necessita di una rubrica interna per avviare conversazioni o videoconferenze: si possono invitare con estrema semplicità i partecipanti utilizzando la propria casella di posta elettronica o servizi di messaggistica istantanea (WhatsApp, Telegram ecc.).
Nel panorama dei software di videoconferenza è presente da tempo anche Google, che come Microsoft ha deciso di rendere la piattaforma Hangouts Meet liberamente accessibile per i clienti possessori di un account G Suite o G Suite for Education. Il servizio è progettato per funzionare nel browser Google Chrome con app mobili disponibili su iOS e Android.
Il set esatto di funzionalità dipende dalla versione di G Suite. Il numero di partecipanti, ad esempio, è limitato a 100 per G Suite Basic, 150 per le aziende e 250 per le imprese. Per lo streaming live (fino a 100.000 membri del pubblico) e per la possibilità di registrare riunioni e salvarle su Google Drive, è necessario essere abbonati alla G Suite Enterprise.
È un’applicazione che rientra nella categoria degli strumenti di collaborazione aziendale utilizzato per inviare messaggi in modo istantaneo ai membri del team. Una delle funzioni di Slack è la possibilità di organizzare la comunicazione del team attraverso canali specifici, che possono essere accessibili a tutto il team o solo ad alcuni membri. È possibile comunicare anche attraverso chat individuali private o chat con due o più membri.
Grazie all’integrazione con diverse applicazioni è possibile aumentare le prestazioni del software e la produttività del gruppo di lavoro. All’interno della piattaforma si possono infatti utilizzare Google Drive, Trello, Google Calendar e altre applicazioni diffuse soprattutto in ambito aziendale.
Un limite di questa applicazione è che le videochiamate sono disponibili solo su piattaforme desktop mentre le app iOS e Android sono limitate alle chiamate vocali.
GGallery è un’azienda specializzata nei servizi e-learning e in tutte le varianti della formazione a distanza. È stato quindi naturale costruire una soluzione personalizzata che integra diversi strumenti per supportare i propri clienti anche nell’organizzazione di videoconferenze, webinar o registrazioni video da remoto.
In particolare è stata avviata una collaborazione con SkyMeetingLIVE per:
Per avere una presentazione della nostra offerta o una demo online, potete contattare i nostri specialist:
Alessia Luca alessia@gallerygroup.it o Roberto Stranieri roberto.stranieri@ggallery.it
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]]>2025 – Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese Leggi altro »
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]]>Infatti nel piano non sono indicate date “intermedie”, se non quella al 2025. La strategia, che affonda le proprie origini negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni si articola in venti azioni di innovazione e digitalizzazione che rispondono a tre sfide principali:
La prima sfida passa per alcune azioni chiave:
La seconda sfida punta alla costruzione di un Paese innovativo anche per per il rilancio dei settori produttivi tradizionali del nostro Paese. Gli obiettivi:
Per il loro raggiungimento potranno essere messe in campo una serie di iniziative:
La terza sfida, persegue il raggiungimento di sviluppo inclusivo e sostenibile. L’obiettivo principale di questa sfida è che l’innovazione sia al servizio delle persone e non lasci indietro nessuno. Tra le azioni proposte:
Proprio per permettere un’attuazione efficace del piano, la strategia sarà aggiornata ogni 4 mesi per verificare lo stato di sviluppo delle azioni, l’inserimento di nuove azioni e il raggiungimento della visione generale; verrà inserita sulla piattaforma partecipativa della Pubblica Amministrazione (Partecipa), affinché chiunque possa dare il suo contributo proponendo un’azione, un progetto o un’iniziativa che risponda alle sfide lanciate dal documento.
Tutte le azioni richiedono un lavoro coordinato che verrà svolto attraverso la cabina di regia istituita con gli altri ministeri e tavoli di coordinamento con i territori (Comuni, Regioni), gli enti, le agenzie centrali, locali e i soggetti privati.
All’interno della cabina di regia sono già nate delle task force verticali con un numero ristretto di dicasteri, che riportano alla cabina di regia e che si occupano di azioni specifiche del piano strategico (es: la task force “lavori del futuro ” formata dal Ministero del lavoro, Miur, funzione pubblica; la task force “tech for Italy” formata dal Maeci, Mise, Ministero del Lavoro, Ministero degli interni).
Le azioni verranno sviluppate di concerto anche con i territori (Comuni e Regioni) che avranno il supporto nell’implementazione dei progetti di digitalizzazione e nella creazione di progetti ad hoc per attirare servizi innovativi e strategici in linea con i bisogni dell’area.
Le parole INNOVAZIONE e DIGITALIZZAZIONE caratterizzano tutte le aree di attività di GGallery e sono state il motore della crescita e dello sviluppo dell’impresa, specie nell’ultimo decennio di storia aziendale. Del resto la trasformazione da casa editrice tradizionale a web agency ed e-learning partner, è l’evidente dimostrazione di una capacità evolutiva nei termini indicati.
La capacità di adattamento a un mercato in continua trasformazione (e quello editoriale in senso lato ha vissuto e subito un radicale cambiamento!) è stata fondamentale per sfruttare il know-how aziendale, valorizzando le competenze editoriali e inserendo nuove skill tecnologiche, trasversali al settore informatico e dei nuovi media. Le persone e il capitale culturale aziendale sono quindi la chiave del successo e il cuore di GGallery, a patto di non interrompere mai un processo di formazione e aggiornamento continuo, lungo tutto l’arco della vita. Non a caso, PEOPLE è l’ultimo video che racconta e rappresenta la nostra azienda.
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]]>Benefit Network: il circuito del valore che genera PRO-FIT Leggi altro »
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]]>Il network è come un circuito elettrico composto da un filo conduttore che lega il generatore (pila) all’utilizzatore (lampadina) purché venga acceso l’interruttore. Potremmo dire che il network tra Imprese e Professionisti ha lo stesso scopo. Il filo conduttore è la rete di relazioni professionali, basate sul criterio di fiducia reciproca, che si mantengono nel tempo e creano profitto trasversale e condiviso.
Proprio con questo tipo di criterio è stato costituito il “Network Italiano delle Società Benefit”, un nuovo “filo conduttore” che fonda le sue radici nelle parole welfare, sostenibilità, senso della collettività. In questo caso una gruppo di società già benefit e alcuni Valutatori di Impatto impegnati ad accompagnare le imprese nel processo di trasformazione, si sono uniti per fondare un vero e proprio network aperto a nuove adesioni.
Il termine Impresa Benefit è ancora relativamente nuovo. Una società Benefit è un’impresa che, nella concretizzazione del proprio interesse economico genera, in maniera consapevole, benefici per la propria comunità e per i propri stakeholder di riferimento, inserisce l’intento nel proprio Statuto e alla fine di ogni anno deve rendicontare l’impatto del beneficio generato. Questo recente modello economico alternativo ha la grande ambizione di sostituire quello tradizionale, basato sulla concezione di impresa orientata al puro profitto. In un sistema produttivo di questo tipo, maggiormente efficiente e orientato alla condivisione delle risorse, cambia il concetto di economia, si pone al centro l’uomo e i suoi bisogni e non più solo il prodotto.
Diventare società Benefit ha una serie di vantaggi tra cui la possibilità, come nel caso del network, di unirsi ad altre aziende dalla reputazione stabile, riconosciute per il beneficio che creano per la società e diventare più allettante per alcuni investitori, in quanto essere Benefit offre maggiore responsabilità e trasparenza nel perseguire la propria missione.
Un dettaglio importante che va sottolineato: nel circuito delle imprese Benefit la gestione della comunicazione non può essere improvvisata ma si fa ancora più determinante e fondamentale. Saper comunicare e saper affiancare le aziende interessate a intraprendere un percorso di questo tipo necessita di anni di esperienza e di competenze specifiche. Affidarsi a professionisti del settore può fare la differenza. Il compito della comunicazione offre il vantaggio di diffondere con programmi specifici i principi e la natura dell’ Impresa Benefit e può contribuire in maniera trasversale alla creazione di nuove opportunità di sviluppo economico.
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GGallery ha avviato una partnership con Chiappe Revello Associati per contribuire con le proprie competenze digitali a implementare efficienti processi di formazione e comunicazione per le aziende Benefit.
Chiappe Revello fonda le sue radici nella competenza focalizzata sulle azioni di sostenibilità e ha intrapreso ormai da tempo percorsi personalizzati di affiancamento alle aziende interessate ad intraprendere questo tipo di percorso; per maggiori informazioni puoi contattare p.petretto@chiapperevello.it.
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]]>Il ruolo dell’Influencer nel percorso d’acquisto Leggi altro »
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]]>È interessante notare che sia per coloro che seguono le celebrity che per coloro che sono più interessati dalle pagine social di marchi famosi le categorie “merceologiche” più attenzionate sono praticamente le stesse. Il maggior interesse è legato alle tematiche relative all’abbigliamento, alla cucina e all’intrattenimento. A seguire le pagine di turismo spot, benessere, cosmetica.
Lusso e prodotti per l’infanzia sono categorie che generano un coinvolgimento minore.
Relativamente ad argomenti di cucina gli influencer generano molto più engagement: è il 2° argomento più trattato dagli influencer seguiti, rispetto alle pagine di marche del settore food, al 5° posto nella classifica delle categorie maggiormente seguite.
Quanto incide l’influencer marketing sulle scelte d’acquisto?
Il ruolo degli influencer è quello di instradare un percorso d’acquisto dei propri follower, stimolando in loro il desiderio di informarsi su un determinato prodotto o servizio. Il 62% del campione ha acquistato almeno un prodotto dopo averlo visto promosso da un influencer, ma tale acquisto non è avvenuto nell’immediato, tramite il link del post/story: la maggior parte degli acquirenti (74%) ha finalizzato la conversione qualche tempo dopo, su altri canali.
I siti di e-commerce come Amazon sono i canali privilegiati dagli utenti di tutte le età, tuttavia il focus sulla generazione Z rivela che il punto vendita fisico riveste ancora un buon appeal per molti giovani. L’influencer dunque è un’importante base di ispirazione in grado di costruire affinità e senso di appartenenza attorno ai valori del brand ma ha un’incidenza più ridotta rispetto all’attivazione diretta dell’acquisto.
Per sfruttarne tutto il potenziale, è necessario che diventi parte integrante di una campagna più articolata e utilizzarlo come vero e proprio punto di contatto, unitamente a quelli più tradizionali.
Infatti mentre il 39% dei followers chiede maggiori informazioni direttamente all’influencer (percentuale già molto elevata) il 70% si fa “ispirare” dagli stessi ma il 74% cerca poi informazioni anche altrove. È evidente come ogni punto di contatto giochi un ruolo ben preciso nel supportare la marca, infatti alcuni media assolvono a compiti più “informativi” (awerness e familiarity) mentre altri più esperienziali, come il punto vendita, hanno un importante ruolo nel guidare le valutazioni d’acquisto.
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]]>Poca tecnologia e innovazione: anche a Bolzano i negozi fermi a dieci anni fa. Leggi altro »
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]]>I risultati di questa ricerca sono per molti versi sconcertanti e confermano le notevoli difficoltà ancora presenti in questa categoria relativamente all’utilizzo delle tecnologie “applicate” alle proprie attività economiche.
Il livello di “capacità informatica” risulta medio basso e, se da un lato questo potrebbe essere imputato a una età media degli intervistati che supera i 45 anni, dall’altro il dato è comunque sconfortante in quanto indica una bassa propensione all’innovazione e al rischio, con tutto quanto ne consegue in competitività e capacità di reggere alla concorrenza della sempre più presenti realtà della grande distribuzione dell’e-commerce.
Elemento significativo è la divisione netta nell’approccio alla tecnologia quando si tratta di vita privata o lavoro. Nel primo caso si conoscono e utilizzano gli strumenti di uso comune (in particolare social media) nel secondo caso invece si prende in considerazione a fatica il fatto che questi possano essere utilizzati in azienda.
La media di possesso del computer è sufficiente in quasi tutte le attività indagate ma esiste una forte differenza tra la tecnologia usata al lavoro e quella utilizzata per la vita privata. I tablet sono poco presenti in azienda e poco di più in casa. Possibili motivazioni sono i costi per uno strumento non essenziale e scarsa propensione all’utilizzo. Gli smartphone sono invece presenti praticamente in ogni attività; si può ipotizzare che sostituiscano i tablet in ogni ambito.
Le email sono utilizzate dalla quasi totalità degli intervistati, ma la percentuale delle caselle di posta elettronica aziendali è bassissima. Si ritiene che la mail personale venga utilizzata anche per il lavoro, ma evidentemente questo comporta una commistione tra le informazioni e una gestione non ottimale dei flussi informativi.
Anche la tecnologia applicata alla propria azienda risulta di bassa qualità. La percentuale di siti internet aziendali è piuttosto limitata: a incidere è la scarsa conoscenza del valore della vetrina digitale e i costi per allestirla. Sono pochi inoltre i commercianti che si sono attrezzati per la vendita online. La conoscenza richiesta è troppo lontana dalle capacità del commerciante medio e i tempi richiesti per la gestione del cliente online sono valutati eccessivi.
È comunque da considerare che ormai circa 38 milioni di Italiani realizza acquisti on-line (almeno 1 volta all’anno) quindi, anche solo a livello di marketing, il proporsi in modo proattivo sta diventando obbligatorio.
Peraltro è quasi paradossale che gli stessi commercianti non siano esenti dagli acquisti on-line; quando diventano consumatori confermano le dinamiche del consumatore medio (percentuale di acquisti, tipologia di pagamenti ecc.)
La conoscenza delle opportunità offerte dalla tecnologia è molto bassa: circa metà dei commercianti intervistati non sa cosa siano gli strumenti di Google. I social media (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.) sono conosciuti dalla maggior pare degli intervistati ma sono pochi quelli che hanno una pagina dedicata alla propria attività. La conseguenza del livello medio-basso di informatizzazione è una scarsa propensione alla comunicazione on-line.
In contraddizione invece il dato sull’opportunità offerta dalla tecnologia che viene reputata alta, ma che poi non viene utilizzata a vantaggio dell’azienda.
Anche le forme di pagamento digitale non sono presenti in maniera significativa nelle attività. Contanti e bancomat sono i mezzi di pagamento maggiormente utilizzati mentre sistemi più evoluti di cashless non sono quasi presi in considerazione per i costi, considerati troppo alti.
È da tenere in considerazione come ormai in Italia circolino oltre 15 milioni di carte di credito e quindi le difficoltà al loro utilizzo comporteranno inevitabilmente la perdita di reali opportunità di fatturato.
Gli incentivi inseriti nell’ultima legge di bilancio (lotteria sugli scontrini, fondi indirizzati a premiare i consumatori meritevoli, limiti all’uso del contante e credito d’imposta per gli esercenti) non erano ancora stati previsti e quindi è ancora di difficile analisi l’impatto che potranno avere in un cambio di paradigma che prevedibilmente sarà comunque molto lungo e ricco di ostacoli.
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]]>Coronavirus. Il Miur pronto a incentivare l’homeschooling Leggi altro »
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Anche in Italia la stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato che si sta attivando per la didattica a distanza. Perché la scuola non può rimanere ferma, tanto meno in un momento come questo. Lo ha confermato durante un webinar tenutosi il 25 febbraio dal titolo “Emergenza Coronavirus, la scuola non si ferma. Col digitale al servizio degli studenti”. “Il ministero dell’Istruzione è in campo, ci stiamo raccordando con tutte le autorità competenti per dare messaggi che rassicurino e supportino i nostri studenti, le famiglie, il personale scolastico – ha sottolineato la ministra – La nostra comunità scolastica sta dando una risposta molto positiva in tutto il Paese. Al momento ci sono scuole chiuse in alcune Regioni come misura precauzionale. La situazione è in evoluzione, stiamo valutando tutti gli scenari. Il diritto alla salute in questo momento viene prima di tutto, ma non vogliamo farci trovare impreparati – ha proseguito – Stiamo studiando soluzioni per la didattica a distanza. Vogliamo garantire un servizio pubblico essenziale ai nostri studenti”.
Sul sito del Miur dal giorno successivo si legge
“I dirigenti scolastici delle scuole in cui l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, ponendo particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Il Ministero dell’Istruzione è al lavoro, attraverso la propria task force, per supportare le scuole per la didattica a distanza. Si partirà dalle numerose buone pratiche già messe in campo dalle scuole. E si lavorerà anche con realtà pubbliche e private che collaborano da tempo con il dicastero e che metteranno a disposizione contenuti e supporti digitali.”
Contemporaneamente il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica Gaetano Manfredi in una nota ufficiale ha annunciato “Da lunedì 2 marzo, nelle aree colpite dal coronavirus, gran parte degli universitari potrà progressivamente tornare a seguire le lezioni sul web grazie all’insegnamento a distanza. Dopo un confronto sui provvedimenti sul contenimento dell’emergenza epidemiologica, con i rettori delle aree interessate abbiamo concordato tutte le disposizioni da attuare. Tra le altre, c’è quella utile a garantire la partecipazione degli studenti alle attività didattiche attraverso il web”. “Si tratta – chiude il Ministro – di un primo passo verso il ritorno alla normalità, con l’auspicio che agli Atenei, a emergenza superata, possa presto essere restituita la loro funzione di luogo di aggregatori sociali e non soltanto culturali”.
Anche se non direttamente collegata alla presa di posizione dei due ministri un’altra notizia va nella direzione di una maggiore attenzione alla formazione a distanza in tutte le sue forme. È stato infatti confermato il ritiro del decreto Fioramonti che – in sintesi – chiudeva le lauree telematiche in psicologia e scienze della formazione non considerandole sufficienti dal punti di vista formativo ed organizzativo. Indipendentemente dai tragici motivi per i quali si è attivato un positivo focus sulla formazione a distanza, non possiamo che salutare positivamente questa rinnovata attenzione per un metodo di insegnamento che non potrà che avere un grande sviluppo in tutti gli ambiti formativi, da quello scolastico a quello lavorativo.
La Formazione A Distanza è una modalità formativa sempre più utilizzata, anche in ambito professionale ed aziendale, in quanto permette l’utilizzo di diversi strumenti (videolezioni, webinar, test online, questionari, materiali scaricabili, …) fruibili da grandi numeri di utenti e con potenzialità molto simili alla formazione in presenza, dove ogni partecipante può utilizzare o condividere contenuti, intervenire e porre domande o fare esercitazioni. La nostra azienda si occupa da molti anni di Formazione utilizzando le modalità e-learning (oggi anche mobile learning) e possiede sia le competenze sia le strutture per mettersi a disposizione delle Scuole in qualità di partner tecnologico editoriale, per implementare queste nuove metodologie didattiche. Per ricevere il documento con le nostre soluzioni metodologiche, tecnico-didattiche o per una videocall di approfondimento, contatta le nostre
specialist: Francesca Ferrando e Martina Moresco.
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]]>Agenzia di comunicazione: un’opportunità di lavoro per i giovani Leggi altro »
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La crescita nel 2019 è prevista sia in termini di fatturato (+5%) che di occupazione (+6%). E la crescita dell’organico è stimata +48%. La maggior parte di queste aziende ha sede nel nord Italia, è stata fondata recentemente (il 62% dopo il 2000) con una percentuale di donne (65%) e di giovani (47%) eccezionalmente alta
L’indagine evidenzia che queste aziende lavorano contemporaneamente almeno su 4 ambiti sottoindicati:
Per il settore dei Servizi, del Marketing e della Comunicazione la percentuale di competenze digitali richieste è tra il 15% e il 30%. E tra queste molto richieste sono le competenze di content creator, ovvero creazione di contenuti come blog, immagini, video e la loro pianificazione in ottica di marketing digitale. Gli strumenti e i canali che è importante conoscere e saper usare per adottare una strategia digital adeguata ai tempi sono numerosi e tra questi particolare:
Le competenze giuste per lavorare in un’agenzia di comunicazione sono davvero tante! Difficile stare al passo con i tempi e seguire l’evoluzione di tutti i nuovi media: una delle soluzioni è nella sigla LLL (Life Long Learning) per essere aggiornati spaziando tra skill tecnologiche e umanistiche. Quasi tutti i progetti di comunicazione comprendono processi, prodotti e servizi di informazione multimediale integrata che richiedono team eterogenei ma equilibrati per trovare la soluzione più adatta per ogni messaggio e per ogni target. Ecco una delle caratteristiche principali di GGallery: la capacità di offrire soluzioni customizzate, a 360° e interamente gestite all’interno dell’azienda. Perché video, carta stampata, piattaforme web, mailing elettronici e social media sono strumenti che possono (talvolta devono) coesistere per avere la massima efficacia ed efficienza.
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]]>Facebook Preventive Health, la salute diventa social Leggi altro »
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Si avrà la possibilità di utilizzare questo strumento per:
La base di queste attività, ha spiegato Freddy Abnousi, Head of Healthcare Research di Facebook, consiste nel fatto che oggi molte delle principali minacce per la salute non sono quelle che la scienza o la medicina possono risolvere da sole.
Abnousi fa l’esempio del problema della scarsità di sangue: ogni pochi secondi, qualcuno nel mondo ha bisogno di sangue, ma spesso le persone non sono consapevoli delle carenze e non sanno dove donare. Per ovviare a questo problema, Facebook ha lanciato una funzionalità negli Stati Uniti, in India, Brasile, Bangladesh e Pakistan, che semplifica l’iscrizione come donatore e la ricezione di notifiche quando è richiesto sangue nelle vicinanze. Finora, ha sottolineato Abnousi, oltre 50 milioni di persone si sono registrate per donare sangue. Un’altra area che Facebook sta esplorando è la prevenzione sanitaria. Decine di milioni di persone negli Stati Uniti, saltano le cure preventive raccomandate, secondo quanto riportano i Centers for Disease Control and Prevention.
Fattori quali la mancanza di consapevolezza, l’accesso e i costi creano ostacoli agli esami clinici per molte persone. Proprio per aiutare a risolvere questo problema, Facebook sta collaborando con le organizzazioni sanitarie statunitensi nell’offrire lo strumento Preventive Health. Il focus iniziale è sulle due principali cause di morte negli Stati Uniti, malattie cardiache e cancro ma anche sull’influenza, una malattia stagionale che colpisce milioni di persone ogni anno. Le risorse disponibili nello strumento digitale sono fornite dall’American Cancer Society, dall’American College of Cardiology, dall’American Heart Association e dai Centers for Disease Control and Prevention.
Preventive Health funziona in maniera semplice. Gli utenti possono accedere allo strumento Preventive Health nell’app mobile di Facebook, dove trovano informazioni su quali controlli (per es. i test del colesterolo o le mammografie) sono raccomandati da queste organizzazioni sanitarie in base all’età e al sesso dell’utente. Anche promemoria per i vaccini antinfluenzali appariranno nello strumento, nel momento opportuno dell’anno.
Questo tool consente poi di contrassegnare quando i test sono completati, impostare promemoria per pianificare test futuri e informare i propri amici e parenti sullo strumento, per diffondere e aumentare la consapevolezza sulle cure preventive. Sono anche disponibili contenuti per saperne di più su ogni controllo e per trovare posti convenienti per ricevere servizi di assistenza sanitaria.
Freddy Abnousi, nel presentare lo strumento ha affrontato un tema molto sentito degli utenti: la privacy. La salute è un’area particolarmente personale, pertanto l’azienda ha tenuto conto della privacy e della sicurezza sin dall’inizio dello sviluppo.
Ad esempio, evidenzia Abnousi, Preventive Health consente di impostare promemoria per i futuri controlli e contrassegnarli come completati, ma non fornisce a Facebook o alle organizzazioni sanitarie con cui Facebook lavora l’accesso ai risultati effettivi dei test. Le informazioni personali sulla attività dell’utente in Preventive Health non vengono condivise con terze parti, come organizzazioni sanitarie o compagnie assicurative, quindi non possono essere utilizzate per scopi quali l’idoneità all’assicurazione.
Inoltre, Facebook dichiara che non pubblicherà annunci in base alle informazioni fornite in Preventive Health, tra cui l’impostazione di un promemoria per un test, il contrassegno come completato o la ricerca di un istituto sanitario.
La medicina Preventiva è uno degli assi portanti sui quali si muoverà la sanità del futuro. Per questo motivo è entrata nel mondo GGallery Group la società bioSKILLS s.r.l. nata per organizzare prodotti formativi e di comunicazione in campo biologico e biotecnologico.
Grazie a questa acquisizione, GGallery ottiene competenze specifiche in materie di grande interesse e in continua evoluzione, allargando il proprio board scientifico ed entrando in contatto con nuovi partner in campo ospedaliero e tra le cell factories.
Un passo importante che certifica la nostra idea di crescita in termini di know how ed essere un gruppo leader nel mercato.
Per saperne di più: https://www.bioskills.com/home/
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]]>Google Ads nel settore industriale Leggi altro »
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In un mondo tecnico-commerciale in rapida evoluzione non è esattamente così. Recenti statistiche indicano che in ambito B2B oltre il 60% dei buyer si documenta ulteriormente online prima di procedere con l’acquisto: i progettisti e chi è preposto agli acquisti approfondiscono on-line le questioni tecniche e la ricerca di produttori o fornitori alternativi a quelli già noti anche oltre i confini nazionali. Questo rende molto appetibili le campagne pay per click in ambito tecnico, e Google ADS è lo strumento migliore per farle.
Per chi non sa cosa si intende per pay per click, si tratta di una modalità di promozione on-line, ovvero di un annuncio a pagamento che viene reso visibile tra i primi risultati di Google in risposta a una ricerca specifica. L’inserzionista paga solo quando l’annuncio viene cliccato per aprire la pagina ad esso collegata.
Da qualche anno, nelle costruzioni industriali sempre più frequentemente i progettisti specificano prodotti fuori standard e customizzati per cui capita di dover ricercare con l’aiuto del web produttori o semplici fornitori in grado di fornire item con caratteristiche specifiche; si tratta spesso di manufatti in acciaio speciale richiesti con finiture e optional particolari, giusto per fare un esempio ricorrente.
La specificità delle ricerche fa si che le campagne pay per click siano ancora più performanti perché si basano proprio su chiavi di ricerca (keywords) molto puntuali e che quindi danno la possibilità di fare incontrare inequivocabilmente la domanda con l’offerta. In altri termini una campagna impostata correttamente consente di promuovere prodotti con caratteristiche tecniche specifiche e di incontrare chi nel mondo è alla ricerca di quella specificità. Questo aspetto diventa fondamentale per l’acquisizione di nuovi clienti soprattutto in ambito internazionale e costituisce un’importante opportunità messa a disposizione da Google. Diversamente, un sito web, per quanto accortamente ottimizzato, non potrebbe mai aspirare a ottenere altrettanta visibilità o poter promuovere puntualmente gli item in portfolio.
Una campagna con Google ADS, lo strumento con cui pianificare ed eseguire campagne pay per click e non solo, fa in modo che l’annuncio compaia al primo posto o ai primi posti nelle ricerche su Google agli utenti che hanno utilizzato keywords di ricerca abbinate alla descrizione di quell’item specifico. Google offre anche la possibilità di far apparire l’annuncio in aree geografiche predefinite. Questo fornisce il notevole vantaggio di poter condurre un’efficace promozione in quei luoghi del mondo dove è noto che un certo prodotto venga utilizzato per determinati progetti di costruzione.
L’utilizzo di Google ADS risulta molto più performante quanto più è specifico l’item che si vuole promuovere, c’è però da precisare che un’eccessiva specificità delle keywords ha l’effetto di rendere nulla la campagna quando è basata sulle sole chiavi di ricerca che risultano generare basso traffico; queste vengono volutamente ignorate dall’algoritmo di Google. Pertanto ci si deve ben destreggiare nell’impostazione e nel monitoraggio della campagna se si vogliono avere risultati concreti ed è per questo motivo che è opportuno affidarsi a mani esperte che abbiano contestualmente conoscenze di prodotto e mercato e dimestichezza nell’utilizzo del tool di Google.
Quando in GGallery realizziamo o prendiamo in gestione un sito è nostra abitudine fare un’analisi critica costruttiva dell’esistente, sulla base degli obiettivi e del target che si desidera raggiungere. La strategia della comunicazione online è fondamentale perché le variabili da considerare sono moltissime e non può prescindere da una valutazione che integri l’utilizzo dei canali social.
La consulenza dei nostri specialist in dialogo con il cliente è il momento più delicato e importante per valutare ogni elemento e caratteristica del progetto di comunicazione: tecnologie utilizzate, tipologia di CMS, UX e UI, SEO ed eventuale SEM sono alcuni degli strumenti da utilizzare e mixare sapientemente per una ricetta vincente. Per approfondimenti concreti contattare il nostro partner Fedele Capolongo (autore dell’articolo) fedele@ggallery.it e
mattia@ggallery.it (social, SEO e Adv) oppure
martina@gallerygroup.it (CMS, UX e UI).
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]]>Utilizziamo con profitto i nanoinfluencer Leggi altro »
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È proprio su questi 3 punti che si basa la forza dei micro influencer: è infatti molto più utile per una azienda un “ambasciatore” con un numero relativamente basso di follower ma già profilati e in target preciso con il business che si va a sviluppare, piuttosto che un influencer con numeri molto elevati ma poco o nulla accomunati da un reale interesse comune. Una volta individuati i possibili influencer con cui collaborare il lavoro è però solo all’inizio: infatti è necessario formulare e strutturare un rapporto basato su proposte credibili e sincere. Le community si fondano su un rapporto di sincera fiducia tra “appassionati”, facilmente incrinabile se la percezione è di tradimento: questo non significa non poter pubblicizzare o sponsorizzare prodotti, ma farlo in modo cristallino, consapevole e critico. La aziende sono di fronte ad una nuova sfida: comprendere quali siano i nano influencer più interessanti e vicini al loro target di pubblico e lavorare con loro per produrre contenuti basati su reale fiducia, interesse e valore.
Il social media team di GGallery ha già sviluppato diversi progetti di comunicazione e marketing utilizzando i nano influencer, in particolare per azioni di marketing territoriale, che hanno dato riscontri e conversioni molto interessanti, con una redemption molto superiore alle aspettative e all’investimento.
Per questo tipo di azioni commerciali è importante avere una strategy iniziale ma allo stesso tempo essere capaci di reagire rapidamente ai feedback degli utenti, anche cambiando stile, tono o tipologia dei canali. È fondamentale avere un team di lavoro eterogeneo e affiatato per avere le tante competenze necessarie, in stretto affiancamento con il cliente finale.
Per questo abbiamo ampliato recentemente la nostra squadra con un super specialist come Carlo Casarico.
Per approfondire l’argomento o per avere un progetto customizzato di influencer marketing contatta carlo.casarico@gmail.com o scrivi a info@ggallery.it
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